L'AssurdaMente

Pensieri sensatamente senza senso.

Crisi

Apparentemente. Sembianza. Parzialità. Benessere.

La crisi in senso stretto è quella fase in cui urge in maniera violenta una decisione, un passaggio da un stato ad un altro, che possa essere fatto in senso positivo o negativo. La crisi è in senso stretto una fase sostanziale del morbo, del malessere. In senso più ampio può riferirsi ad male di natura differente. Emotivo. Pragmatico. Psicofisico. Sociale. Economico. 
In generale indica un “momento”, per quanto lungo possa essere, in cui vi è un mutamento, la ricerca di un equilibrio diverso.

Il superamento (se di superamento ha senso parlare) di una crisi ha due livelli.
Un primo livello quello apparente. Le crisi ha infatti sempre una componente manifesta. Sia essa più o meno percettibile c’è sempre. Si tratta dunque della scomparsa in toto di tali sintomatologie, oppure la conversione. In tal si può davvero parlare di superamento? Oppure si è solo di fronte ad un nuovo aspetto della crisi? O ad una “nuova” crisi?
Un secondo livello è quello non apparente. Lì v’è una presa di posizione. Una presa di consapevolezza dello stato attuale.  Un superamento che è il superamento delle criticità.

Crisi è crisi. Crisi in crisi.  Crisi in sé.

Crisi che generano crisi.

Umiliazione

Umiliare. Sminuire. Guardare dall’alto in basso. Rendere percettibile ciò che c’è di sbagliato. Deridere. Mortificare.

Umiliazione. Negativo. Passivo. Senza possibilità di rivalsa. Lesione alla dignità. Essere umiliati, nel profondo. Essere scherniti.

Eppure v’è una accezione “nuova”. Umiliatevi. Rendersi conto dei propri limiti. Riconoscere la vera qualità dell’essere.  Fare un passo indietro. Mettere da parte se stessi. Mettersi al servizio, incondizionatamente. Acquisire una dignità diversa.

Rallentamento

Rallentamento. Stato di esistenza parziale. Condizione patologica indotta, inducibile. Riduzione di certune facoltà. Parzialità. Mentale. Fisica. Precettiva. Morale.

Consapevolezza alternativa della realtà. Interna ed esterna. Prospettiva alternativa.


Sospensione. Oblio. Definitivo. Momementaneo. Cronico. Eccezionale.

Autoindotto. Ricercato. Sperato. Inflitto. Piacevole. Subito.

Ral ralle rellent rallenta rallentamento.

Esterne interazioni superficiali. Attimi. Formalità. Oneri. Obblighi. Soddisfazioni. Costume. Onori. Cortesie. Convenzioni. Interne interazioni profonde.

Deviazione

Andare fuori dalla via. Uscire dalla strada maestra. In senso stretto. In senso figurato. Modificare il percorso prestabilito.
Per accidenti.  Per incidenti. Per incontri. Per cambiamenti nella lista di ciò che è da raggiungere.
Deviazione mentale. Breve deviazione. Deviazione sostanziale. Deviazione definitiva. Deviazione momentanea.
Per aggirare un ostacolo. Per evitare un ostacolo.
Mutamento di direzione attivo. Passivo. Imposto. Auto imposto. Per necessità.  Per piacere.
Ciò che porta fuori della strada in percorrenza.

Mutamento

Cambiamento? In un certo senso. Radicato. Profondo. Alterazione non temporanea-ma pur sempre temporanea- di fattori che determinano l’essenza di ciò che viene/è mutato.
Vi è differenza infatti tra il mutare attivo e passivo, anche se attivo e passivo non è la giusta caratterizzazione. La distinzione non è netta. Mutamento determinato da una scelta, propria o altrui, da eventi, incontri, fatti, attimi, sensazioni, ragionamenti. 


Mutamenti come sintomi e manifestazioni, come variazioni profonde, intime. Catene di mutamenti. Mutamenti singoli, comunitari. Alterazioni di prospettiva.


Mutamenti. Caratterizzanti. Visibili. Apparenti. Nascosti. Latenti. Evidenti. Strutturali. Significativi.  Vincolanti. Persistenti. 

Condivisione

Dividere qualcosa di materiale o astratto con qualcun’altro. Un singolo o il mondo. Condivisione delle proprie risorse, delle proprie opinioni, delle proprie sensazioni, delle proprie idee, dei propri ricordi, di .

Condivisione come gesto forzato, obbligato, necessaria a chi dà o a chi riceve. Condivisione spontanea.
Condivisione per bisogno di approvazione, di confronto, di consolazione, di concretizzazione.

Condivisone con qualcun’altro. Che questo lo voglia o no. Condivisione con chi è adatto, e chi con chi non lo è. Condivisione con chi ascolta e con chi no. Condivisione con chi condivide e con chi no.

"Animale sociale".

Vuoto

Vuoto. Il vuoto non esiste. Non è caratterizzabile se non per negazione.
Si può considerare ben definito qualcosa tramite ciò che non è? Tramite la mancanza? Ciò che si conosce non è ciò che è.
Definizione tramite negazione. Si può parlare nel caso si abbia una conoscenza esaustiva del tutto?
Il vuoto fisico non esiste. 
Il vuoto matematico esiste?
Il vuoto della mente esiste? No. Non vi può essere assenza totale di pensiero. Per la caratterizzazione stessa della mente. Assurda. 
Vuoto. Ø.

Brevi gioie

Quei lumi di gioia momentanei, intensi e pieni, ma che ti fanno perdere una visione oggettiva e chiara del contesto. Che modificano e deformano la totalità a favore di un nonnulla.
Un bagliore dritto negli occhi della ragione, la perdita momentanea o chissà permanente della vista. Un abbaglio. 
Una distorsione.
Un momento.
Un celere gaudio che può minare una consolidata stabilità.

Automatismi

Automatismi. Gesti spontanei. Che siano causati dall’abitudine. Che siano manifestazione di ciò che non si è manifestato per un qualche motivo, per celarlo agli altri per celarlo a se stessi.
Sintomi in ogni caso di pensiero, un’idea, un concetto, una mancanza, una volontà, un’istinto.
Senza coscienza. Coscienza.
Il cui prodotto può assumere però effetti, materiali e non, devastanti.
Quando v’è infatti un’automatismo in una situazione in cui c’è stata una variazione sostanziale, ma anche superficiale, non v’è garanzia del risultato.
Atti riflessi ad impulsi errati danno retroazioni non prevedibili.